IL METODO BCM

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I paesaggi urbani di Andrea Barasciutti aderiscono al movimento Intentional Camera Movement che lascia libero il fotografo di esprimersi artisticamente muovendo la macchina fotografica nel tempo e nello spazio come un artista dell’Action Painting.  Nello specifico Barasciutti ha codificato un suo metodo di  indagine fotografica denominandolo BCM.  Esso è la messa a punto di uno specifico modus operandi  con la macchina fotografica, nato per di catturare gli elementi essenziali posti tra terra e cielo durante le esplorazioni urbane, togliendo all’occhio del pubblico i dettagli architettonici e ambientali , per coglierne solo la trama e la stratigrafia degli elementi costituenti il tessuto urbano.
Esso prescrive una fotografia effettuata con un unico obiettivo avente  una lunghezza focale di 50mm, in quanto ritenuto  l’ottica più vicina alla vista umana. L’operatore sarà quindi costretto a muoversi nell’esplorazione del soggetto per trovare il giusto punto di vista.
L’apparecchio fotografico, previa la messa a fuoco manuale,  andrà appoggiato esclusivamente a terra, che sia essa pietra, cemento, asfalto, erba, sabbia o qualsiasi altro elemento o struttura artificiale o naturale. Si opterà per un tempo tra 1/4 sec. e 1/20 sec. facendo effettuare all’apparecchio, contemporaneamente allo scatto, una rotazione sull’asse fondo-dorso  dal basso verso l’alto con un angolo variabile dai 20° ai 60°. Così facendo la lunghezza focale in senso verticale si amplia tra gli 8 e i 24mm; mentre in senso orizzontale, restringendo il campo di 1/6 per lato, diventerà circa 75mm. Si otterrà così una singolare inquadratura di formato quadrato,  dilatata in senso verticale. L’effetto sarà quello di trascinare verso il cielo luci ed ombre che partono dalla terra o dall’acqua.
Nello sviluppo dell’immagine si interverrà solo sui valori della luminosità, della nitidezza e della saturazione senza nessun altro intervento.

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