LAVORARE AI MARGINI

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Lavorare ai margini non è meno importante che lavorare al centro.

Al centro c’è molto: il successo, la gente, il prestigio, il potere, i soldi, il benessere, gli incontri;  ma il mondo non è fatto solo di centro ma è fatto anche di margini, di confini tra realtà differenti che si incontrano e magari si mescolano.

Sono affascinato dai margini, da tutto ciò che succede ai margini della popolazione, ai margini del potere, ai ai margini della società, ai margini del benessere, ai margini dei paesaggi, ai margini delle città, ai margini dell’uomo.

Esplorare un margine significa scoprire qualcosa che nessuno desidera vedere. Tutti vogliono vedere i centri, che siano essi di città o di paesaggi; quindi centri storici, agglomerati urbani, deserti, foreste, mari. A pochi interessano i margini, quello che succede alle persone che nessuno vuole, quello che accade ai confini.

Invece i margini hanno un fascino, è proprio lì che nascono le cose più belle, è lì che nascono le idee ed i valori veri dell’uomo.

Stare ai margini magari non darà il successo, i soldi, il potere, il benessere, ma Ti cresce dentro, Ti fa sentire di essere uomo sulla terra soprattutto se lo fai senza mostrarti, senza mostrare, restando ai margini.

Quindi immagini soft, non spettacolari, non definite, non perfette ma che parlano di margini, i margini della vita dell’uomo, del suo essere, del suo abitare, del suo divenire.

Immagini che non danno risposte o soluzioni, che non documentano luoghi, fatti o persone ma immagini che creano interrogativi per ritrovare se stessi nel limbo di un confine dove ci possono essere poesia e identità, cultura e pensiero, il pensiero libero di chi è ai margini.

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